Close

Happy di Monica Maurino

Happy è australiano, ma le sue origini sono italiane.

Vive nel Queensland, ama il caffè, la cucina italiana, ama fumare e andare a pesca. La sua regola più importante: nessuna regola (rispetto delle leggi e del codice stradale a parte).

‘Si vive una volta sola’ è il suo approccio alla vita, applicato alla lettera in ogni momento e in ogni cosa. Forse è così che si è guadagnato il felice soprannome.

Sua sorella si è trasferita qualche anno fa in Italia per accompagnare la madre, che perso il marito, ha voluto invecchiare e morire nel suo paese natale. Ci siamo conosciuti così, quando veniva a trovare la madre, nostra vicina di casa. È così che, tutte le volte, mio padre gli preparava succulenti manicaretti e lo invitava ad andare a pesca con lui.

La mia è una famiglia nella norma (o quasi, forse un po’ matti anche noi), ma non ci siamo fatti indietro quando Happy ci ha invitati a raggiungerlo in Australia per le vacanze del 2019.

Comprammo i biglietti aerei e al resto avrebbe pensato lui. L’idea era rimanere nel Queensland nella sua casa e organizzare delle escursioni. All’epoca, mio padre 74 anni e mia madre 69, per quanto giovanili, avevano i loro acciacchi e mia sorella ed io eravamo comunque decise a realizzare questo loro sogno: andare in Australia.  

Non aveva condiviso nulla di come si era organizzato. ‘Surprise’ diceva tutte le volte che provavo a fargli delle domande. Finché non mettemmo i piedi a terra alle 2 di notte a Melbourne. Ci venne a prendere con un camper 6 posti. Guardai la faccia sconvolta di mia madre.

Segno della croce e cominciò un’avventura al buio nella quale si adattarono velocemente. Ancora oggi non bastano ore per raccontarla e puntualmente ridiamo, ci commuoviamo, ci arrabbiamo, ci vogliamo ancora più bene.

Mia madre ci ha lasciati 6 mesi dopo. Ho sempre immaginato che fosse stata appagata della follia in cui l’avevamo accompagnata. Happy è stato il viaggio nel viaggio, l’ingrediente segreto di un’avventura meravigliosa.