Close

Elisa Pescina – Istanbul: un viaggio di famiglia.

Elisa Pescina – Istanbul: un viaggio di famiglia.

Clio, dear, we didn’t go on a photographic journey, but to teach you how to travel, observe and experience places. And we used the camera to fix our adventure together in the memory. Without giving us a theme. Istanbul has offered us a lot, a lot in terms of discovery, don’t you think?
Do you remember that you could see Sirkeci station from the hotel window? Terminus of the luxurious Orient Express that filled those waiting rooms with artists and politicians. On the first day we visited Topkapi Palace to find out how the sultans lived and then the most famous mosques. We loved Santa Sofia from the first glance, at its entrance, with upturned eyes, with those mosaics that you liked so much.
And then do you remember, at sunset every evening, those long lines of people waiting for the meal, the iftar? Here, I have chosen to take you to see Istanbul during Ramadan to breathe some of their devotion. And party in the evening. And peace in their mosques. As in Fatih, in that fundamentalist neighborhood, where to escape the objective, those women in chadors ran away, towards the Greek Orthodox high school.
By the way, you’ve never been to an Orthodox church. What better occasion, if not during the afternoon spent in the area of ​​Balat and Fener, entering the Cathedral of San Giorgio, at the Patriarchate of Constantinople? I wish you that your prayer sealed by that candle can come true.
And then we reached the “western” part of the city. That of the liberty buildings, of the “passages” (that of flowers a real gem!) Along Istiklal Caddesi, the one traveled by the red tram caught on the fly! And the ups and downs we did to reach the Camondo staircase because I wanted to copy the Cartier-Bresson photo (the black and white one) but alas! the road was blocked due to works and we had to fix it with the prospect of luck.
In the end, we said goodbye to Istanbul, from the ferry on the Bosphorus. What a biting wind! Do you remember the seagulls and the submarine that appeared at our side while we were sailing? I hope you can keep this journey with me and dad in your heart and memory. Memories are important and photography – even if you often miss the point – has exactly this task, to make you go back in time, to remember who you were.

Clio, cara, non siamo partiti per una viaggio fotografico, ma per insegnarti a viaggiare, osservare e vivere i luoghi. E la macchina fotografica l’abbiamo usata per fissare nella memoria la nostra avventura insieme. Senza darci un tema. Istanbul ci ha offerto molto, moltissimo in termini di scoperta, non credi?
Ricordi che dalla finestra dell’albergo vedevi la stazione di Sirkeci? Capolinea del lussuoso Orient Express che ha riempito quelle sale d’attesa di artisti e politici. Il primo giorno abbiamo visitato Palazzo di Topkapi per scoprire come vivevano i sultani e poi le moschee più famose. Santa Sofia l’abbiamo amata dal primo sguardo, al suo ingresso, con gli occhi all’insù, con quei mosaici che ti sono piaciuti così tanto.
E poi ricordi, al tramonto di ogni sera, quelle lunghe file di persone in attesa del pasto, l’iftar? Ecco, ho scelto di portarti a vedere Istanbul durante il Ramadan per respirare un po’ della loro devozione. E festa di sera. E pace nelle loro moschee. Come a Fatih, in quel quartiere così integralista, dove per sfuggire all’obiettivo, quelle donne in chador sono scappate via, verso il liceo greco-ortodosso.
A proposito, non eri mai stata in una chiesa ortodossa. Quale occasione migliore, se non durante il pomeriggio trascorso nella zona di Balat e Fener, entrando nella cattedrale di San Giorgio, al Patriarcato di Costantinopoli? Ti auguro che la tua preghiera sigillata da quella candela, si possa avverare.
E poi abbiamo raggiunto la parte “occidentale” della città. Quella dei palazzi liberty, dei “passaggi” (quello dei fiori una vera chicca!) lungo Istiklal Caddesi, quella percorsa dal tram rosso preso al volo! E il sali e scendi che abbiamo fatto per raggiungere la scala di Camondo perché volevo copiare la foto di Cartier-Bresson (quella in bianco e nero) ma ahimè! c’era la strada bloccata per lavori e ci siamo dovuti aggiustare con una prospettiva di fortuna.
Alla fine, l’abbiamo salutata così Istanbul, dal traghetto sul Bosforo. Che vento pungente! Ricordi i gabbiani e il sottomarino spuntato al nostro fianco mentre eravamo in navigazione? Spero tu possa custodire nel cuore e nella memoria questo viaggio con me e il papà. I ricordi sono importanti e la fotografia – anche se tu spesso sfuggi all’obiettivo – ha proprio questo compito, farti ritornare indietro nel tempo, ricordarti chi eri.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.