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Roberto Malagoli – ogni giorno accade

Roberto Malagoli – ogni giorno accade

Travel. It is a state of being, beyond the objective movement of the body.
Witness, dressed in invisibility so as not to interfere, I photograph with the intention of capturing that moment, movement, endlessly repeated and yet different every time. Light strikes objects: contents and forms give meaning to simple and ritual gestures, defined, unrepeatable in their sense and belonging: the photo follows the plot and seeks its synthesis.
At the first light of dawn, young Gods crush ice as cold as stardust. The distant echo of millennia that continually surfaces on the lips: you know my pain, help me, you who can do everything. A shadow on an ocher or turquoise wall: whose are you?
A smile escapes unaware under the weight (of life), and of the bricks. The wind that moves light sheets, ordering the color of full and empty: where is the color of the sky, where is the fabric? Or the exchange of words outside a bar, the same, in the countless languages ​​of the different borders. Every day on Earth it happens: the magic of being here. Look around, like and strangers: choose what to take, what to take with you, because we will be changed by that. The images fall into the soul and will change the way of perceiving, understanding, the relationship with the other. A mirror of existence: it could be you, it could be me ..

Viaggiare. È uno stato dell’essere, oltre il movimento oggettivo del corpo.
Testimone, vestito d’invisibilità per non interferire, fotografo con l’intento di cogliere quel momento, movimento, ripetuto all’infinito eppure diverso ogni volta. La luce colpisce gli oggetti: contenuti e forme danno significato ai semplici e rituali gesti, definiti, irripetibili per senso e appartenenza: la foto insegue la trama e ne cerca la sintesi.
Alle prime luci dell’alba giovani Dei tritano ghiaccio freddo come polvere di stelle. L’eco lontano millenni che affiora continuo alle labbra: tu conosci la mia pena, aiutami, tu che puoi tutto. Un’ombra su un muro ocra o turchese: di chi sei?
Un sorriso fugge inconsapevole sotto il peso (della vita), e dei mattoni. Il vento che muove lievi teli, ordinando il colore di pieno e vuoto: dov’è il colore del cielo, dove il tessuto? O lo scambio di parole fuori un bar, uguali, negli innumerevoli idiomi dei diversi confini. Ogni giorno sulla Terra accade: la magia dell’essere qui. Guardarsi intorno, simili ed estranei: scegliere cosa prendere, cosa portare con sé, perché da quello verremo cambiati. Le immagini precipitano nell’anima e muteranno il modo di percepire, d’intendere, la relazione con l’altro. Uno specchio dell’esistenza: potresti essere tu, potrei essere io..

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