TTA ALTRI VIAGGI EXHIBITION

TTA – TRAVEL TALES AWARD collabora anche quest’anno con il festival Colornophotolife, partner prestigioso che ci affianca fin dalla prima edizione. Tutte le mostre del festival apriranno da sabato 26 settembre, come da programma del festival.
Nel 2026, per festeggiare i primi 5 anni del TTA e il focus del festival Colornophotolife che quest’anno è proprio sul viaggio, abbiamo pensato di raddoppiare la nostra presenza, e in accordo con il patron del Festival Gigi Montali TTA porta a Colorno non una ma DUE mostre!
La prima è la mostra collettiva “Altri Viaggi”, che offre a 5 autori selezionati una presenza dei loro lavori di fotografia di viaggio autoriale “particolari”.
Carlo Bevilacqua e Alessandra De Vito firmano un lavoro a 4 mani sul Đạo Mẫu, la Religione della Madre Divina — rappresenta un esempio emblematico di come la spiritualità di antiche tradizioni possa accogliere e celebrare la fluidità di genere e la diversità sessuale. Diffuso soprattutto nel Nord del Vietnam, questo culto popolare si fonda sulla venerazione delle Madri Divine, dee che incarnano le forze della natura, la fertilità, la protezione e la guarigione. Il Đạo Mẫu si distingue per la sua profonda tolleranza e per l’apertura verso identità di genere non conformi. All’interno di questa tradizione operano medium queer — generalmente uomini, ma non solo — che durante i rituali di possessione assumono ruoli femminili, così come divinità che incarnano tratti di genere fluidi o ambigui. Uno straordinario viaggio nel passato che ricalca perfettamente un moderno spirito di tolleranza.
Mario Cucchi ci porta in Cina, con Slow See, un progetto fotografico che esplora il grande Paese attraverso una visione rarefatta e contemplativa. Le immagini, immerse in una luce alta e avvolgente, sospendono il tempo e dissolvono i contorni del reale, trasformando paesaggi e simboli in percezioni sensoriali. Attraverso toni pastello, riflessi e dettagli sottili, le immagini restituiscono la complessità di un Paese dove lentezza e frenesia, spiritualità e modernità, natura e architettura convivono in un equilibrio instabile ma profondamente poetico.Slow See invita a un’esperienza visiva lenta, meditativa, in cui guardare diventa un atto di ascolto interiore.
Roberto Manfredi ci mostra un altro grande Paese orientale, il Giappone, con Tokyo trasfigurata. Tokyo si presenta come una metropoli in perenne trasformazione, dove la velocità dei flussi urbani supera la capacità di una visione statica. Questo progetto esplora tale dinamismo attraverso una sequenza di immagini che superano la nitidezza documentaristica in favore di una narrazione basata sul movimento. Il percorso visivo registra l’interazione costante tra l’architettura e le presenze umane. Le forme solide degli edifici e la stabilità degli spazi interni si dissolvono in flussi di luce e colore. L’uso intenzionale di una resa visiva dinamica permette di tradurre la frenesia del reale in una sequenza di visioni in cui i confini tra materia, riflesso e percezione si fanno labili. Attraverso questo sguardo, la città smette di essere un luogo per diventare un’esperienza sensoriale, dove il ritmo della vita quotidiana si trasforma in una continua metamorfosi di forme, restituendo il senso di un mondo che, nell’istante stesso in cui viene osservato, è già altrove.
Paola Signorelli ci porta invece in Africa, culla ancestrale dell’Umanità, con In the Rhythm of Tsavo. Nel Parco Nazionale dello Tsavo in Kenia tutto sembra già visto: le piste rosse, gli animali che attraversano la savana, la vastità dello spazio, la luce che accende la polvere al tramonto. È il racconto più comune, quello che ci si aspetta. Paola ho scelto di muoversi in direzione opposta, cercando di capire cosa quell’esperienza lasciasse in lei. Non descrivere un luogo, ma restituire le atmosfere e le emozioni che prendevano forma mentre lo attraversava.Dormire in tenda, immersa in un contesto essenziale e senza mediazioni, ha dato forma al ritmo dell’esperienza. Il tempo si è dilatato, il silenzio è diventato presenza, le distanze hanno iniziato a definire lo spazio più di qualsiasi incontro. Il bianco e nero è una scelta emotiva: sottrae il colore della savana per lasciare emergere tensioni, pause, tracce. Il paesaggio si riduce all’essenziale, diventando spazio di percezione più che di rappresentazione. Questo lavoro non racconta ciò che ha visto. Restituisce il modo in cui quel luogo ha inciso dentro di lei — il suo ritmo lento, la sua solitudine, la sua forza silenziosa.
Radoslav Sviretsov infine ci porta nell’estremo nord del mondo, in Islanda, con Between Fire and Ice. L’Islanda è diventata il paesaggio principale attraverso cui l’autore esplora la sua pratica fotografica. Nel corso di più anni e viaggi ripetuti, il paese si è evoluto da soggetto di osservazione a indagine artistica a lungo termine sulla trasformazione, il tempo e le forze che plasmano il nostro ambiente. Il suo lavoro si basa sull’incontro tra elementi opposti: fuoco e ghiaccio, creazione ed erosione, permanenza e cambiamento. La geologia unica dell’Islanda offre un’opportunità rara di assistere a processi che normalmente sarebbero invisibili all’interno di una vita umana. Eruzioni vulcaniche, ghiacciai in ritirata, coste che cambiano e condizioni meteorologiche estreme rivelano un paesaggio costantemente riscritto. Questo corpus di opere è un tentativo di confrontarsi con un paesaggio che esiste in uno stato di perpetuo divenire. Le fotografie presentate qui sono frammenti di una narrazione più ampia e incompiuta—che continua a crescere con ogni viaggio e ogni ritorno sul campo.
Le mostre sono realizzate con stampe 70×50 offerte da Saal Digital (https://www.saal-digital.com/) che offre inoltre per tutto il 2026 agli amici di TTA uno sconto permanente del 30% su tutti i prodotti Saal Digital!
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TTA 2025 edition is organized by Starring with Photographers.it and Isp in collaboration with Viaggio Fotografico.it, Il Fotografo, Touring, Colorno Photo Life, Corigliano Calabro Fotografia, Fiof, Plovdiv PhotoSaloon. OTTO Gallery and Saal Digital




















