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Ebano di Adriana Miani

L’Etiopia è una nazione in forte sviluppo e rinnovamento ma l’83% della popolazione, soprattutto nel sud, vive in zone rurali e nel  territorio della Valle dell’Omo  soprattutto, dove sono insidiati  circa 15 tribù più o meno grandi, a rischio  di estinzione a causa della modernizzazione e degli interventi  perpetrati  dalle   multinazionali  presenti che sostituiscono le coltivazione di  sorgo, mais e fagioli e con le aree destinate al  pascolo, con coltivazioni  di tipo intensivo del tabacco, della palma di olio,  del cotone e del mais per la produzione di biocarburanti.

Tutto ciò senza tener conto che le tribù utilizzando, il latte, la carne , le pelli ed  il sangue, hanno il sostentamento necessario  per vivere ed  il bestiame  viene utilizzato come  dote per le giovani spose.

Inoltre l’atavica mancanza dell’acqua, causata dalla persistente siccità, è fonte di conflitti con i popoli confinanti e tra le tribù stesse, ma non solo, tutto questo avviene anche per la costruzione di impianti idroelettrici che al momento, essendo utilizzata per la produzione di energia elettrica per i grandi centri distribuiti sul territorio non portano giovamento alla loro vita bensì la peggiorano. Triste è la mancanza di rispetto nei loro confronti che da generazioni vivono e mantengono inalterato il territorio.

La tribù degli Hamer, è quella più numerosa e le donne, nonostante abbiano ruoli vitali,debbono sottostare al volere del capo tribù e alle tradizioni radicate  e  come nelle altre tribù, vengono discriminate, soggette a soprusi e violenze.  L’ infibulazione è ancora in uso e questa è la più vergognosa degli obblighi a cui una donna deve sottoporsi rischiando problemi di salute se non la morte. I riti ancestrali portano alla scarnificazione della pelle, ad indossare anelli di cuoio quando contraggono matrimonio o a sottoporsi a frustate per risultare interessanti agli occhi dell’uomo che dovrà decidere chi prendere in sposa.

Usano colorare i capelli intrecciandoli con la polvere color ocra, grasso animale, indossano pelli e monili di vario colore e fattezze, campanelli alle caviglie e un grosso anello al collo rivestito di cuoio come segno di fedeltà al marito. Vivono seminude anche se ora le donne hanno scoperto il reggiseno e lo sfoggiano con orgoglio.

Sono forti e coraggiose ogni giorno si muovono dai villaggi per fare rifornimento di acqua dai pozzi a volte distanti chilometri dal loro insediamento, raccogliere legna, andare al mercato e non ultimo, mettere al mondo tanti bambini per rafforzare il proprio ruolo all’interno della comunità.

Ho realizzato questo reportage perché  l’Etiopia, conosciuta come la “culla del genere umano”, ha di fronte a se una grande sfida ; quella dell’emancipazione femminile che se avviata porterà a una svolta propulsiva in tutta la Società , questo è il mio augurio sincero.