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claudia merighi – Un viaggio nel viaggio

claudia merighi – Un viaggio nel viaggio

Preparing for a trip to northern Romania in 2019 I contacted the Help for Family Association of Bagnacavallo (RA) which has been working in Radauti for almost 30 years to support girls and boys living in conditions of extreme poverty and social fragility and economic. In addition to the Maria Ward Center which welcomes children and children after school, volunteers dedicate a few days to visiting families, to meet parents, check the hygienic conditions of the accommodation and closely monitor the living conditions in which the children grow up. , thus trying to stem the situations most at risk in a timely manner.
The afternoon of my arrival in Radauti I was invited to go with the volunteers to the suburbs of the town and my journey suddenly entered into another journey, more intimate and unexpected.
I had the opportunity to see with my own eyes the people who live there every day, away from the main streets, next to abandoned playgrounds, makeshift nomad camps, in occupied and dilapidated buildings, like a former hospital. The families who welcomed me live in very confined spaces, often in one room, sometimes with the toilets outside. That single room serves as a bedroom for the whole family and as a living room, sometimes even as a kitchen, thanks to the presence of large stoves that are used both to cook food and to heat the rooms. The walls are literally covered with furniture, shelves, votive images, calendars, sometimes clothes hung out to dry or jackets and coats; the sofas act as beds and the beds as sofas; on the floor carpets of different colors, as well as shoes of various sizes. In any case, despite the obvious modesty and often inadequate spaces and furnishings, people were almost happy to show me their home. I was very impressed by a father who proudly showed the renovation work that led to the enlargement of the accommodation, but using the single bathroom as a passage from the kitchen to the bedrooms.
I do not deny that it was not easy to enter these homes, knowing the real living conditions of the girls and boys, in which the parents are often lacking in terms of relationships, affection, education. At certain moments I was overwhelmed by a sense of anguish and almost suffocation, dissipated at least in part by the children themselves, with their smiles and the obvious desire to play and live (rightly) without too many thoughts.

In preparazione di un viaggio nel nord della Romania nel 2019 presi contatto con l’Associazione Help for Family di Bagnacavallo (RA) che da quasi 30 anni opera a Radauti a sostegno di bambine e bambini che vivono in condizioni di estrema povertà e fragilità sociale ed economica. Oltre al Centro Maria Ward che accoglie le bambini ed i bambini dopo la scuola, i volontari dedicano alcune giornate alla visita delle famiglie, per incontrare i genitori, verificare le condizioni igieniche degli alloggi e monitorare da vicino le condizioni di vita in cui i bambini crescono, cercando così di arginare tempestivamente le situazioni più a rischio.
Il pomeriggio del mio arrivo a Radauti sono stata invitata ad andare con i volontari nei sobborghi della cittadina ed il mio viaggio è entrato improvvisamente in un altro viaggio, più intimo ed inaspettato.
Ho avuto l’occasione di vedere con i miei occhi le persone che lì vivono ogni giorno, lontano dalle vie principali, accanto a parchi gioco abbandonati, campi nomadi improvvisati, in edifici occupati e fatiscenti, come un ex ospedale. Le famiglie che mi hanno accolto vivono in spazi molto ristretti, spesso in una sola stanza, a volte con i servizi igienici all’esterno. Quell’unica stanza funge da camera da letto per tutta la famiglia e da salotto, a volte anche da cucina, grazie alla presenza di grandi stufe che servono sia a cuocere i cibi che a riscaldare gli ambienti. Le pareti sono ricoperte letteralmente da mobili, scaffali, immagini votive, calendari, a volte indumenti stesi ad asciugare o giacche e cappotti; i divani fungono da letti ed i letti da divani; per terra tappeti di diversi colori, nonché scarpe di varie dimensioni. In ogni caso, nonostante l’evidente modestia e spesso inadeguatezza degli spazi e degli arredi, le persone erano quasi felici di mostrarmi la loro casa. Mi ha colpito molto un padre che mostrava fiero il lavoro di ristrutturazione che ha portato all’allargamento dell’alloggio, utilizzando però l’unico bagno come passaggio dalla cucina alle camere da letto.
Non nascondo che non è stato facile entrare in queste abitazioni, conoscendo le reali condizioni di vita delle bambine e dei bambini, in cui i genitori sono spesso carenti sul piano relazionale, affettivo, educativo. In certi momenti sono stata sopraffatta da un senso di angoscia e quasi di soffocamento, dissipati almeno in parte dai bambini stessi, con i loro sorrisi e l’evidente desiderio di giocare e vivere (giustamente) senza troppi pensieri.

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