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Stefano Bianchi – Genna, il Natale Copto

Stefano Bianchi – Genna, il Natale Copto

Genna is the name given by the Coptic Christians of Ethiopia at Christmas and is celebrated on 7 January since the ancient Julian calendar is still followed in Ethiopia.
The celebrations of Coptic Christmas take place in the holy city of Lalibela which is located in the north of Ethiopia at a height of approx. 2500 meters above sea level and is famous for its cave churches carved into the rock which in 1978 were declared a UNESCO World Heritage Site.
Lalibela has twenty thousand inhabitants which become about two hundred thousand at the beginning of January when thousands of faithful from all over the country along dusty tracks reach it walking for days or even weeks.
The celebrations of the Genna begin in the afternoon of January 6th and last all night and for the whole of Christmas day.
We spent the whole night of the eve inside the Bet Maryam rock church together with the Coptic faithful; it was an exceptional and unforgettable experience.
Through a narrow passage carved into the rock you reach the space around the Church where many people, mostly dressed in white, are crowded everywhere.
Given the crowd it is not possible to move freely; one finds oneself as if immersed among the faithful and it may happen that one hits or even tramples on someone in an attempt to move without, however, arousing complaints.
It seems to be in a dream: the moat around the church is populated by a multitude of faithful who, standing, sitting or lying on the ground, keep watch throughout the night in the light of hundreds of candles, the sound of lullabies and drums is continuous; some of the faithful pray or read sacred texts, others sing or dance, others doze off where they happen to be, all await the morning ceremony when the priests dressed in their typical gaudy costumes form a procession and reach the church to celebrate mass.
What is striking is the deep devotion and great humanity of the faithful who show an unexpected availability for the stranger who is accepted without indecision and with great tolerance; it is impossible not to be kidnapped by this magical atmosphere and the desire to return to the Genna will probably remain forever.

Genna è il nome che viene dato dai cristiani copti di Etiopia al Natale e viene celebrato il 7 gennaio dato che in Etiopia viene ancora seguito l’antico calendario giuliano.
I festeggiamenti del Natale Copto si svolgono nella città santa di Lalibela che si trova nel nord dell’Etiopia ad una altezza di ca. 2500 metri sul livello del mare ed è famosa per le sue chiese rupestri scavate nella roccia che nel 1978 sono state dichiarate patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Lalibela ha ventimila abitanti che diventano circa duecentomila a inizio gennaio quando migliaia di fedeli da tutto il paese percorrendo piste polverose la raggiungono camminando per giorni o anche per settimane.
I festeggiamenti del Genna iniziano nel pomeriggio del 6 gennaio e si protraggono tutta la notte e per tutto il giorno di Natale.
Abbiamo passato tutta la notte della vigilia all’interno della chiesa rupestre Bet Maryam insieme ai fedeli copti; si è trattata di una esperienza eccezionale e indimenticabile.
Attraverso un angusto passaggio scavato nella roccia si raggiunge lo spazio posto intorno alla Chiesa dove moltissime persone, in gran parte vestite di bianco, sono ammassate dappertutto.
Vista la calca non è possibile muoversi liberamente; ci si trova come immersi tra i fedeli e può succedere di colpire o anche di calpestare qualcuno nel tentativo di spostarsi senza, peraltro, suscitare lamentele.
Sembra di essere in un sogno: il fossato intorno alla chiesa è popolato da una moltitudine di fedeli che in piedi, seduti o sdraiati per terra vegliano per tutta la notte alla luce di centinaia di candele, il suono delle nenie e dei tamburi è continuo; alcuni dei fedeli pregano o leggono testi sacri, altri cantano o danzano, altri si appisolano dove capita, tutti aspettano la cerimonia del mattino quando i sacerdoti vestiti con i loro tipici costumi sgargianti formano un corteo e raggiungono la chiesa pe celebrare la messa.
Colpiscono la profonda devozione e la grande umanità dei fedeli che dimostrano una inaspettata disponibilità per lo straniero che viene accettato senza indecisione e con grande tolleranza; non si può non essere rapiti da questa magica atmosfera e rimarrà probabilmente per sempre il desiderio di ritornare al Genna.

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