Elisabetta Nottola – Habesha
The Habesha are an ancient group of people native to the highlands between Ethiopia and Eritrea. United by historical, linguistic, and cultural roots, they represent one of Africa’s oldest civilizations.
Life in Ethiopia today is characterized by stark contrasts: a deep attachment to tradition and widespread poverty clash with the rapid modernization of the capital, Addis Ababa. While the wealthier classes enjoy a life of rapid technological and economic development, much of the rural population faces daily hardships related to rising prices and a lack of basic infrastructure.
Despite being one of Africa’s fastest-growing economies, Ethiopia remains one of the poorest countries in the world. The economy relies heavily on agriculture and livestock. A few kilometers from the city and in the more remote regions, life remains based on self-sufficiency, with villages often lacking sanitation, electricity, or adequate medical care.
This extreme poverty, however, is set against a backdrop of vibrant colors, spontaneous smiles, and unexpected helpfulness and hospitality. The streets are a multicolored mosaic of people, animals, unusual objects, blue cars, colorful rickshaws, and a multitude of cheerful children.
Photographing the roads between Addis Ababa and the villages of rural area of Walisso, I felt catapulted into a Naif world that is extremely welcoming and vibrant despite all the daily challenges.
Habesha
Gli Habeshasono un antico gruppo di popolazioni originario degli altopiani tra Etiopia ed Eritrea. Uniti da radici storiche, linguistiche e culturali rappresentano una delle civiltà africane più antiche. La vita in Etiopia oggi è caratterizzata da forti contrasti: un profondo attaccamento alle tradizioni e una diffusa povertà si scontrano con la rapida modernizzazione della capitale Addis Abeba. Mentre i ceti più agiati godono di una vita in forte sviluppo tecnologico ed economico, gran parte della popolazione rurale affronta difficoltà quotidiane legate ai rincari dei prezzi e alla carenza di infrastrutture di base.
Nonostante sia una delle economie in più rapida crescita in Africa, l’Etiopia rimane uno dei paesi più poveri al mondo. L’economia si basa fortemente su agricoltura e allevamento. A pochi chilometri dalla città e nelle regioni più remote, lo stile di vita rimane legato all’autosussistenza, con villaggi che spesso non dispongono di servizi igienici, elettricità o assistenza medica adeguata.
Questa condizione di estrema povertà però è inserita in un contesto dai colori vivaci, sorrisi spontanei, disponibilità e ospitalità inaspettate. Le strade sono un puzzle multicolore di gente, animali, oggetti inconsueti, macchine azzurre, risciò variopinti e una moltitudine di bambini festosi.
Fotografando le strade tra Addis Abeba e i villaggi dell’area rurale di Walisso mi sono sentita catapultata in un mondo Naif estremamente accogliente e vitale a dispetto di tutte le difficoltà quotidiane.














