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Orietta Masala – Memories

Orietta Masala – Memories

My father was born in Sardinia, everything tied him to this wonderful and severe land, even if for work he had gone to the North, where he had met my mother.
I lived there for 6 years after he moved to his homeland.
I don’t have many memories of that period from 1970 to 1977, canceled out by the overly sensitive and angry teenager that I was, just a few photos of us and nothing else.
I remember some moments shared with my brothers, with my grandmother, cousins ​​and uncles, unfortunately my father was not well.
In 1977 we moved back to the North, far away from the sun and the Sardinian colors, but at that time I didn’t miss them.
In the summer of 2020, after the untimely death of my parents and after many years of traveling abroad, I returned to Sardinia, I searched for those places to bring out the memories and associate them with the photos I had.
The house in via Balai where we lived on the fourth floor was still there, the modern-style Church where the progressive priest had not wanted me to confirm my confirmation, the Aragonese tower in the port, the Balai beach and the promenade, my kindergarten. sister Barbara and the wall where I was waiting for her near my school, the sea of ​​La Pelosa, the prickly pears, the country of her grandmother and the small knife she always wore in her petticoat, the trips to Castelsardo and the caves of Neptune in Alghero and meetings with relatives, who today are those of my brother married to a Sardinian girl and the ever-present flocks of sheep.

Mio padre è nato in Sardegna, tutto lo legava a questa terra meravigliosa e severa, anche se per lavoro era andato al Nord, dove aveva incontrato mia madre.
Ho abitato lì per 6 anni dopo il suo trasferimento nella terra di origine.
Di quel periodo che va dal 1970 al 1977 non ho molti ricordi, annullati dall’adolescente troppo sensibile e arrabbiata che ero, solo alcune foto di noi e niente altro.
Mi ricordo alcuni momenti condivisi con i miei fratelli, con la nonna, i cugini e gli zii, mio padre purtroppo non stava bene.
Nel 1977 ci siamo ritrasferiti al Nord, molto lontano dal sole e dai colori sardi, ma a quel tempo non ne ho sentito la mancanza.
Nell’estate 2020, dopo la morte prematura dei miei genitori e dopo tanti anni di viaggi all’estero, sono tornata in Sardegna, ho cercato quei luoghi per far affiorare i ricordi e associarli alle foto che avevo.
La casa in via Balai dove abitavamo al quarto piano era ancora lì, la Chiesa di stampo moderno dove il prete progressista non aveva voluto farmi fare la cresima, la torre aragonese nel porto, la spiaggia di Balai e il lungomare, l’asilo di mia sorella Barbara e il muretto dove la aspettavo vicino alla mia scuola, il mare della Pelosa, i fichi d’india, il paese della nonna e il coltellino che portava sempre nella sottogonna, le gite a Castelsardo e alle grotte di Nettuno ad Alghero e gli incontri con i parenti, che oggi sono quelli di mio fratello sposato con una ragazza sarda e i sempre presenti greggi di pecore.

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